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IL FICCANASO

(28 ottobre 2007)

 

Intervista al M° Autorino Giuseppe 

   

Un insegnante sicuramente particolare, leale e sincero ma senza peli sulla lingua è il maestro Giuseppe Autorino, già “Grillo graffiante” del Corriere, che in questa occasione si sveste i panni di opinionista e riprende quelli più consueti di maestro. Nonostante la sua giovane età, dopo varie esperienze in diverse realtà nazionali, il m° Giuseppe Autorino è approdato nell’IBDF con il ruolo di responsabile arbitri.

 

 

Ma cosa ti ha spinto a scegliere l’IBDF?

 

“Innanzitutto devo spiegare cosa mi ha portato ad uscire dall’ultima “pseudo federazione”. Durante la Blue Dragon Cup di quest’anno ho vissuto i dissidi che hanno portato il maestro Lazzarini ed il suo gruppo a staccarsi dalla fiws. Benché quell’esperienza mi avesse aperto gli occhi su come funzionavano le cose in fiws, per correttezza nei confronti dei miei allievi, decisi di chiudere comunque la stagione, riservandomi di prendere decisioni sul futuro in estate. Ma proprio in  una riunione durante la finale nazionale, ho scelto di lasciare. Infatti nella riunione si dovevano decidere i nuovi incarichi; come unico capo arbitro rimasto, dopo aver arbitrato per tre stagioni anche a mie spese e dopo aver dato tutto, arbitrando anche per 16 ore quasi consecutive, è stato proposto da altri maestri il mio nome quale responsabile arbitri fiws. Ma proprio in quel momento la dirigenza ha fatto un passo indietro, affermando che di questa figura la cosiddetta federazione non aveva bisogno. Al che mi sono sentito preso in giro, avevo solo doveri da svolgere e nel momento in cui si poteva riconoscere il lavoro svolto in questi anni, sono stato liquidato velocemente. Ho comunque finito la stagione, pur volendo tenere i contatti sia con la fiws che con la nascente IBDF. Ma mentre per l’IBDF non c’era alcun problema se partecipavo all’attività fiws, per i dirigenti di questa associazione ho ricevuto il veto a partecipare all’IBDF. A conclusione di tutto ciò, nell’ultimo raduno a Vasto la fiws ha fatto pagare gli stage svolti perfino ai maestri che lo avevano tenuto…assurdo! Così mi staccai definitivamente.

Una cosa che poi non ho mai sopportato è l’aria di superiorità che la dirigenza assumeva, quando in realtà quelle che avevano erano solo le cariche di un gruppo di amici che pretendevano, ad esempio, la stanza singola, il rimborso spese… insomma chiedevano tanto ma davano poco. Quando c’era da ricevere soldi andava tutto bene, quando c’era da pagare si tiravano sempre indietro… e poi dicevano che la “federazione” era al servizio delle società! Invece erano le società a servizio della fiws. In IBDF invece avviene l’esatto contrario: il gruppo è al servizio delle associazioni, mettendo a disposizione gratuitamente risorse economiche e tecniche non indifferenti.”

 

 

Hai accennato alle differenze fra questa nuova esperienza e quella precedente; ma quali altre differenze ci sono?

 

Non c’è paragone: lo spirito cambia totalmente, prima c’erano interessi personali, qui invece lavoriamo in amicizia; inoltre una miriade di maestri di altissimo livello si sono entrati in IBDF come ad esempio il mio maestro Falanga, senza considerare le collaborazioni con la FIWuK, PWKA e CKA, oltre che con i principali enti di promozione sportiva.

 

 

Come mai questi maestri rinomati non sono mai entrati in fiws, mentre ora si avvicinano all’ibdf?

 

Secondo me perché l’ibdf propone una vera alternativa al consueto mondo piatto del Kung Fu italiano. Infatti è la prima organizzazione che spesa gli atleti mettendo a disposizione le proprie risorse, che non richiede nessun patto di sangue, nessuna affiliazione. E la buona fede di queste affermazioni si nota nei fatti;  ad esempio i miei ragazzi andranno a fare i campionati internazionali di Sanda  in Germania senza pagare niente , mentre in fiws dovevano in continuazione sborsare soldi.

Quindi questi grandi maestri che in passato hanno anche contribuito a creare le vari federazioni ed organizzazioni, stanchi dell’ambiente oramai sporco e corrotto, hanno deciso di mettere a disposizione dei ragazzi la loro conoscenza senza fini nascosti o di lucro.

 

 

A proposito di Germania , i tuoi ragazzi partono per la prima volta per una gara all’estero per di più senza il loro maestro , come stai vivendo questa situazione?

 

Sono tranquillo, conosco le qualità dei miei allievi e conosco il maestro che li seguirà. So che possono far bene e so che verranno seguiti come se ci fossi io là con loro. Questo è lo spirito che c’è in IBDF.

 

Per chiudere il capitolo fiws che è rimasto in sospeso, come vi siete lasciati con la cosiddetta “federazione”?

 

In un primo momento ho inviato una lettera di dimissioni, però il rapporto di amicizia era rimasto, da parte mia c’era comunque rispetto e amicizia per gli anni passati insieme. Non vedevo motivo di litigare, la situazione però è cambiata quando ho letto sul sito fiws una lettera del presidente in cui si affermava che sono state fatte le “pulizie di fine stagione”. Prima di tutto queste sono bugie vere e proprie del presidente, perché sia io che tutti gli altri maestri ce ne siamo andati via autonomamente, e in  più di una occasione sia io che altri maestri siamo stati contattati dal presidente stesso. Definire, poi, me e gli altri maestri “spazzatura” lo ritengo altamente dispregiativo; una cosa è lavoro e una cosa è l’amicizia; a questo punto mi sono accorto che l’amicizia con il presidente fiws era solo di interesse. Da quel momento ho chiuso con la fiws e la sua dirigenza anche dal punto di vista personale.

 

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Quali suggerimenti daresti all’ IBDF per migliorare?

 

Un domani sicuramente dovremmo migliorare, ma in questo momento va bene così. Il concetto principale su cui dovremmo puntare è quello di creare un isola felice, un alternativa al mondo marziale che c’è in Italia. Questa sarà la vera forza dell’IBDF ed il vero intento di chi ne farà parte.

 

 

Per concludere quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sviluppare due iniziative di cui faccio attivamente parte alla grande. In primis mi riferisco alla trasformazione della Ibdf in una fondazione per la difesa dei diritti umani in generale e per l'aiuto attivo di chi ne ha bisogno. In seconda da novembre non esisterà la Shen Dao. Si hai capito bene, infatti il sottoscritto ha intenzione per i primi di novembre, insieme al M° Giovanni Sandomenico grande campione di sanda e al M° Indolfi Maddalena grande studiosa di stili interni, di creare una nuova realtà marziale nel Napoletano e in provincia. La scuola prenderà nome di "Dream Martial Arts Academy"scopo è dare alle nuove generazioni un punto di riferimento per le arti marziali cinese, un luogo dove si possa studiare le arti cinesi, in modo corretto e seguendo i principi del Kung fu tradizionale, evitando come dicevo alle nuove generazioni di subire le stesse delusioni che noi abbiamo subito in passato.

 

 

Intervista by “Il ficcanaso”

 

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