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Cari
lettori,
è
iniziata la nuova stagione agonistica e con
lei sono iniziate anche le grandi manovre
per l’organizzazione dei maggiori eventi
di Kung Fu in Italia, come la Blue Dragon
Cup. Purtroppo, insieme alle manovre lecite,
sono state avviate da alcuni, incapaci
evidentemente di proporre iniziative valide
che possano concorrere con i grandi eventi
citati sopra, anche manovre oscure, meschine
e subdole, con l’unico intento di
diffamare e danneggiare chi invece opera
serenamente in modo visibile e in favore
unicamente degli atleti e degli amanti del
Kung Fu.
Se
scrivo queste parole è perché ho ricevuto
gravi notizie su tali azioni da illustri
Maestri e da importanti rappresentanti di
istituzioni pubbliche di rilievo. I vecchi
“Baroni” del Kung Fu (così li aveva
definiti il “Grillo Graffiante del Wushu”),
ormai privati del loro potere di controllo e
suggestione sulle società e scuole di Kung
Fu, cercano di danneggiare con un ultimo
disperato “colpo di coda” i Maestri del
Gruppo IBDF e con loro l’organizzazione
della Blue Dragon Cup. La disperazione di
questi “Baroni” è tale da averli spinti
oltre il lecito e il sensato agire, a tal
punto di aver scritto lettere definite,
dagli stessi rappresentanti delle
istituzioni pubbliche che collaborano con
l’organizzazione della Blue Dragon Cup, al
“limite della diffamazione”.
Non
si rendono conto tali “Baroni” che con
questo loro agire finisco solo per
danneggiare se stessi? Un esempio evidente
sono le numerose telefonate di solidarietà
fatte all’indirizzo dei fondatori del
Gruppo IBDF, anche da parte di Maestri
considerati vere istituzioni del Kung Fu in
Italia, e che si pensava non sarebbero mai
“scesi in campo” in quest’assurda ed
inutile diatriba. Il senso di quanto ho
appena espresso lo ha dato in modo
significativo con il suo articolo
“gennafer” dal titolo “Quando la
zizzania unisce”.
Azioni
fin qui assurde e minimali e a cui non dar
peso, e guardate solo con lo sguardo della
compassione verso chi non è consapevole del
proprio agire. Ma ora la misura è colma e
le azioni hanno superato il limite del
lecito. Non è più il tempo di guardare e
minimalizzare, è il tempo dell’agire e
del difendere i principi che hanno fatto
grande in pochi mesi il Gruppo IBDF. È il
tempo di difendere i Maestri e i loro
collaboratori che non hanno voluto aderire a
quell’insieme di menzogne e false promesse
portate avanti da organizzazioni che si
fregiano illecitamente di nomi altisonanti,
specchio per Allodole per inconsapevoli
società di Kung Fu. Ho deciso quindi di dar
seguito a questo mio intervento con una
serie di iniziative volte a tutelare i
Maestri del Gruppo IBDF, e per smascherare
tutte le falsità e le menzogne che i vecchi
“Baroni”, ormai in declino, pensano
ancora di poter spacciare per assurde verità.
Alessandro
Ponte
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