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Essere
eroi
Eroi...fin
dalla notte dei tempi in ogni cultura si
è sempre parlato di queste leggendarie
figure, dotate di facoltà straordinarie
al di sopra delle comuni capacità
umane. Protagonisti di gesta prodigiose
oppure portatori di sapere e cultura.
Certamente il passare dei secoli non ha
attenuato tale interesse, nemmeno oggi
nell'era della scienza e della
tecnologia, l'uomo non smette di sognare
di essere un eroe. Appunto sognare,
perché a conti fatti quando il destino
ci da la possibilità di esserlo, ognuno
di noi si rifugia nei propri interessi
personali. Essere eroi non vuol dire
avere poteri straordinari e quindi di
conseguenza compiere imprese ordinarie
per le loro facoltà (quale onore c'è
in superman nel compiere le sue
imprese?), essere eroi vuol dire essere
normali senza nessuna super capacità e
nonostante ciò compire gesta
straordinarie. Ed a mio personale avviso
non va considerato eroe nemmeno chi
compie tali gesti straordinari in un
unico exploit, ma chi invece immola la
propria vita per quella degli altri,
senza per questo chiedere nulla in
cambio. Ma cosa intendiamo quando
parliamo di immolare la propria vita?
Forse parliamo di chi muore
sacrificandosi per
qualcuno...sicuramente anche questo può
essere interpretato come un gesto
eroico, dare in dono quanto di più
prezioso abbiamo per il bene del nostro
prossimo, ma sinceramente non credo che
questa definizione rispecchi nella sua
totalità tale figura. Eroe è
sicuramente anche chi muore per gli
altri, ma Eroe lo è soprattutto chi
vive per gli altri, chi ogni giorno
sacrifica il suo esistere per qualcuno.
Chi vive il suo quotidiano come tutti
gli altri, con i suoi impegni e doveri,
ma la sera invece di riposare e godere
dell'affetto dei suoi cari, comincia la
propria opera, indifferente alla
stanchezza e ai pregiudizi. Vi
chiederete a questo punto cosa c'entra
tale termine, quali pregiudizi si
possono avere verso persone così
fantastiche...eppure ci sono e tanti. Si
guarda con diffidenza chi ha un modo di
vivere diverso, ma soprattutto si guarda
con diffidenza chi dice di volerti
aiutare senza nulla in cambio, si
cominciano a fare mille domande,
"cosa ci sarà
sotto?","Sicuramente avrà un
suo tornaconto personale" e altri
mille sospetti, sospetti generati dalla
mente.
Dite
di no? Eppure posso illustrarvi altri
innumerevoli esempi, ma più di me può
farlo la storia narrando di semplici
uomini che con coraggio e volontà hanno
sfidato tradizioni obsolete e inumane
della propria era, maltrattati e offesi
dal proprio tempo e consacrati dai
posteri come GRANDI. Un esempio calzante
su tutti è la figura di Gesù, vissuto
e morto per gli altri. Certo adesso
qualche mente illuminata potrà
obbiettare, o qualche benpensante
gridare allo scandalo "questo
stolto scribacchino vuole paragonare
l'alta opera di nostro Signore alle
minime gesta seppur nobili di noi comuni
mortali". Miei cari lunge da me
tale paragone, il mio esempio vuole solo
ricordare che già c'è stato chi ha
amato incondizionatamente e per questo
ha pagato, e sono sicuro che la storia
si ripeterebbe identica anche nel nostro
tempo, solo che noi non siamo più
barbari primitivi, non useremmo mai una
rozza Croce, ma molto probabilmente del
nobile tritolo, o peggio ancora
uccidendo e umiliando pubblicamente
attraverso i media. Lo facciamo tutti i
giorni con persone che aiutano il
prossimo senza proclamarsi figli di Dio,
ma solo per la loro diversità li
guardiamo con derisione e cinismo,
figurarsi verso qualcuno che si
definisce figlio di Dio…sarebbe un
pazzo! Un capolavoro della letteratura
mondiale, narra di un eventuale ritorno
di Gesù in terra nel periodo
dell'inquisizione spagnola e di come
viene accolto dall'inquisitore stesso:
-
"Sei Tu, sei Tu?" - Ma, non
ricevendo risposta, aggiunge
rapidamente: - "Non rispondere,
taci. E che potresti dire? So troppo
bene quel che puoi dire. Del resto, non
hai il diritto di aggiunger nulla a
quello che Tu già dicesti una volta.
Perché sei venuto a disturbarci? Sei
infatti venuto a disturbarci, lo sai
anche Tu. Ma sai che cosa succederà
domani? Io non so chi Tu sia, e non
voglio sapere se Tu sia Lui o soltanto
una Sua apparenza, ma domani stesso io
Ti condannerò e Ti farò ardere sul
rogo, come il peggiore degli eretici, e
quello stesso popolo che oggi baciava i
Tuoi piedi si slancerà domani, a un mio
cenno, ad attizzare il Tuo rogo, lo sai?
Sí, forse Tu lo sai", - aggiunse,
profondamente pensoso, senza staccare
per un attimo lo sguardo dal suo
Prigioniero."
Naturalmente
si sta parlando di F. M. Dostoevskij e
del suo capolavoro I fratelli
Karamazov. Come si nota da questo
piccolo riferimento la chiesa stessa
rinnega il suo Dio, cosa altro può
portare ora la sua presenza se no
scompiglio all'ordine costituito? Ed è
così per queste persone che donano
tutto se stessi per gli altri al punto
di danneggiare loro stessi, e credetemi
signori non parlo di favole, ma di
uomini come me e voi. E cosa hanno in
cambio queste persone, solo attacchi e
insulti, sbeffeggiati come l'inquisitore
di Dostoevskij sbeffeggiava il
Prigioniero, perché come quest'ultimo,
scomodi. Ma non sarà questo a fermare
questi animi, perché ben consci che
l'intolleranza è parte integrante del
cammino da loro scelto, tenderanno
sempre la loro mano per quante volte
verrà morsa, perché sanno come diceva
un noto supereroe " da un grande
potere, deriva una grande
responsabilità" e qui si parla del
potere della consapevolezza che il mondo
si può cambiare, quindi queste persone
sono responsabile davanti alla loro
stessa consapevolezza. Molti di voi non
capiranno leggendo questo articolo il
suo nesso con una rivista di arti
marziali, ma a molti altri sarà tutto
chiaro, sarà chiaro a tutte quelle
persone che nella vita hanno avuto la
fortuna di incontrare questi uomini.
Questo articolo va a loro che sanno e a
quelli che verranno. Vi lascio con le
monumentali parole di un grande
uomo:
"Alcuni
uomini vedono le cose per quello che
sono state e ne spiegano il perchè. Io
sogno cose che ancora devono venire e
dico, perchè no."
Robert Kennedy
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