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SPECIALE BLUE DRAGON CUP  

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Lettera aperta

di Laura White Angel Perrone

(27 dicembre 2009)

Bene! Inizia l'avventura!

Sono già passati 9 anni da quando è nata la Blue Dragon Cup e presto festeggeremo il suo decimo anniversario. Molti detrattori avevano affermato che era una gara che sarebbe durata poco, ma contro tutti i pronostici, la Blue Dragon Cup con sacrifici, sudore, sangue  e lacrime si è fatta strada negli anni, diventando la gara dell'amicizia!

Per festeggiare il suo decimo anno non si poteva  far altro che scegliere una locazione del tutto speciale e l'organizzazione IBDF non si è smentita: le Canarie ospiteranno la manifestazione garantendo ai suoi ospiti studio, competizione, grande spettacolo e sicuramente divertimento!

Credo che questa location favorisca l'arrivo di nuove squadre, aprendo così la possibilità di  un nuovo confronto,  crescita e l'allacciarsi di nuove amicizie sul tappeto di gara.

Ho visto crescere la Blue Dragon e la Blue Dragon mi ha fatto crescere, e all'idea di partecipare da atleta alla sua decima edizione mi emoziona nel profondo.

 

Laura White Angel Perrone

Tutti vedono sempre ciò che appare, e quindi la Blue Dragon è stata sulla bocca di tanti in positivo e in negativo, ma il mio sguardo va oltre la semplice competizione. Io ho avuto e ho la fortuna di vedere cosa accade dietro le quinte: la Blue Dragon vive, ha un’anima e una forza propria perché un gruppo di uomini  la alimentano con la loro forza di volontà,  con la tenacia, con le loro aspirazioni e anche con i loro difetti. Nove anni fa quegli  uomini  si sono cimentati con quella che per loro era una vera e propria sfida: organizzare una competizione di livello internazionale. Si sono rimboccati le maniche e mattone dopo mattone hanno costruito quella che oggi è la “Coppa dell'amicizia”.

Posso garantire che ogni anno la Blue Dragon ha avuto la sua storia particolare e  le sue difficoltà, mettendo quegli uomini  davanti a decisioni importanti e difficili, per offrire ai partecipanti una gara diversa. Hanno creduto in ciò che stavano  creando e passo dopo passo si sono adoperati per rendere il loro lavoro la loro piccola e preziosa opera d’arte.

Per quanto riguarda l’organizzazione hanno cercato di offrire sempre il meglio, ma ciò a cui hanno  puntato è la qualità  dei rapporti con le squadre partecipanti,  garantendo un clima di assoluta chiarezza,  trasparenza e limpidezza,  a tal punto da mettere  gli atleti nella condizione di accettare serenamente anche la sconfitta perché, scesi dal tappeto di gara,  arbitri e  Maestri responsabili davano delucidazioni su  ciò che era  andato e non,  facendo diventare la competizione un momento di crescita e consapevolezza. 

Ho visto atleti di squadre diverse e di nazionalità diverse che nei momenti di pausa si confrontavano provando insieme le forme, trovando i punti in comune e le diversità.

Ho visto arbitri, Maestri e atleti  che al  termine della nona edizione festeggiavano ballando in assoluta allegria  e felicità la chiusura della gara, e in lacrime si salutavano.

Più che gara internazionale direi che è una vera e propria  festa tra amici, che scesi dal tappeto di gara si  spogliano della competitività  e della rivalità per cingersi della “Cintura del campione della fratellanza e dell’amicizia”. 

La Blue Dragon era una piccola fiamma, oggi la sua luce attira molti, attira coloro che credono ancora nei  valori,  nel rispetto  e nella sana competitività. E la sua crescita favorisce la diffusione del Kung Fu come Arte con la “A” maiuscola, come strumento importante per la crescita dell’uomo e della sua evoluzione!

   

Laura White Angel Perrone

 

 

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