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Tutti
vedono sempre ciò che appare, e quindi la Blue Dragon è
stata sulla bocca di tanti in positivo e in negativo, ma il
mio sguardo va oltre la semplice competizione. Io ho avuto e
ho la fortuna di vedere cosa accade dietro le quinte: la
Blue Dragon vive, ha un’anima e una forza propria perché
un gruppo di uomini la alimentano con la loro forza di
volontà, con la tenacia, con le loro aspirazioni e
anche con i loro difetti. Nove anni fa quegli uomini
si sono cimentati con quella che per loro era una vera e
propria sfida: organizzare una competizione di livello
internazionale. Si sono rimboccati le maniche e mattone dopo
mattone hanno costruito quella che oggi è la “Coppa
dell'amicizia”.
Posso
garantire che ogni anno la Blue Dragon ha avuto la sua
storia particolare e le sue difficoltà, mettendo
quegli uomini davanti a decisioni importanti e
difficili, per offrire ai partecipanti una gara diversa.
Hanno creduto in ciò che stavano creando e passo dopo
passo si sono adoperati per rendere il loro lavoro la loro
piccola e preziosa opera d’arte.
Per
quanto riguarda l’organizzazione hanno cercato di offrire
sempre il meglio, ma ciò a cui hanno puntato è la
qualità dei rapporti con le squadre partecipanti,
garantendo un clima di assoluta chiarezza, trasparenza
e limpidezza, a tal punto da mettere gli atleti
nella condizione di accettare serenamente anche la sconfitta
perché, scesi dal tappeto di gara, arbitri e
Maestri responsabili davano delucidazioni su ciò che
era andato e non, facendo diventare la
competizione un momento di crescita e consapevolezza.
Ho
visto atleti di squadre diverse e di nazionalità diverse
che nei momenti di pausa si confrontavano provando insieme
le forme, trovando i punti in comune e le diversità.
Ho
visto arbitri, Maestri e atleti che al termine
della nona edizione festeggiavano ballando in assoluta
allegria e felicità la chiusura della gara, e in
lacrime si salutavano.
Più
che gara internazionale direi che è una vera e propria
festa tra amici, che scesi dal tappeto di gara si
spogliano della competitività e della rivalità per
cingersi della “Cintura del campione della fratellanza e
dell’amicizia”.
La
Blue Dragon era una piccola fiamma, oggi la sua luce attira
molti, attira coloro che credono ancora nei valori,
nel rispetto e nella sana competitività. E la sua
crescita favorisce la diffusione del Kung Fu come Arte con
la “A” maiuscola, come strumento importante per la
crescita dell’uomo e della sua evoluzione!
Laura
White Angel Perrone
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