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DUKA MITCH

 

DUKA MITCH

(27 novembre 2009)

 

ET VOILA’, E LA MAGIA E’ SERVITA

Saluto tutti i lettori del Corriere e la sua redazione, che ringrazio per lo spazio concessomi. Per me è un onore entrare a far parte integrante dei giornalisti di questo giornale, e ancor più un onore aprire una rubrica nuova in qualità opinionista. L’argomento in voga in questo momento sono i risultati della gara ungherese Open International Chan Wu Championship. Associandomi ai complimenti a tutta la squadra per i risultati ottenuti, vorrei dedicare però questo mio primo intervento al Capitano Laura White Angel Perrone. Qualcuno potrebbe obiettare: “ Ma non se ne parla già abbastanza?” Per quello che ha fatto e che sta facendo non è mai abbastanza, basti pensare che a Budapest nella reception dell’albergo il giorno prima della gara i nostri atleti già sentivano parlare di lei. In queste settimane abbiamo letto sul Corriere le vicissitudini della Perrone: atleta o coach? Forme o combattimento? In alcuni momenti il rincorrersi di notizie, supposizioni e novità sembravano alludere ad un copione già scritto che vedevano Laura gareggiare a Budapest. In realtà la decisione è stata molto più travagliata, sofferente e difficile; ho avuto modo di sentire l’atleta marchigiana e di appurare la sua forza di volontà nell’essere presente alla gara. A lei bastava esserci, onorare con la presenza con l’undicesima convocazione nella rappresentativa, impegnandosi al massimo. D’altra parte l’età non è più quella dei tempi d’oro quando Laura partecipava a 13 categorie e gli ori piovevano copiosi, ma per questa gara, nonostante la sua condizione precaria, gareggiare in due categorie di forme era ancora possibile. Tuttavia proprio a una settimana dalla gara è emersa la vera forza di Laura di combattere non solo sul tappeto ma anche contro il dolore e il suo stato di forma arrugginito da mesi di inattività. E così decide di iscriversi anche nel Sanda; una scelta coraggiosa, ma rischiosa, che poteva compromettere tutta la trasferta ungherese di White Angel, tanto più che gli atleti dell’est sono famosi per le loro qualità di combattenti. Come già scritto, il suo obiettivo era quello di esserci e di dare il meglio di sé, come sempre d’altronde. A dare un grande aiuto e man forte alla campionessa italiana è stato il suo Maestro Corrado Lazzarini, che come per magia ha estratto dal suo cappello una delle più belle pagine della storia dell’atleta monteluponese, rimettendo in sesto Laura ed infondendole quella fiducia in se stessa e nelle sue capacità, talvolta non ancora del tutto emerse e di cui la nostra campionessa non è completamente consapevole. Grazie al suo cuore e alla sua esperienza la campionessa ha trovato nuove risorse che le hanno permesso di portare a casa un tris di ori da Budapest. Ed è proprio questa la “magia” di White Angel che semplice outsider è risultata l’atleta femminile più medagliata della manifestazione; senza considerare che le vittorie sono arrivate da tre discipline molto diverse tra loro, Taijiquan, wushu tradizionale e Sanda, a dimostrazione della completezza e della versatilità dell’atleta IBDF. La portacolori italiana ha onorato così il suo ruolo di capitano e di trascinatrice della squadra. Alle volte da un campione sembra scontato attendersi la vittoria, mentre una sconfitta è sempre più eclatante facendo più notizia; ma ciò che sorprende di quest’atleta è l’estrema continuità di risultati che ogni anno sforna da 11 anni a questa parte. Ci si dimentica spesso che in una gara intervengono sempre molteplici fattori che possono influenzare un risultato o una prestazione, e quindi vincere più gare consecutivamente è estremamente difficile. White Angel invece in questi anni, ed in particolare quest’anno, ha dato dimostrazione di superare ogni circostanza avversa pur trovando il modo ed il tempo di dar man forte ai propri compagni.

Laura è quindi un esempio da seguire per le nuove leve ed un patrimonio e un simbolo di tutto il Kung Fu italiano, noto in Italia e all’estero; e poiché in giro non sono tante le atelte che potranno sostituirla, non possiamo fare altro che chiederle: “ Stupiscici ed emozionaci ancora, White Angel!”

 

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