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LA
VOCE DEGLI ATLETI
di
Giuseppe Viscovo
17
febbraio 2010 |
Più passa il tempo, più viaggi faccio, più cose vedo, più realtà
conosco…sono sempre più fiero di essere Italiano!
L’articolo 117 della Costituzione Italiana garantisce i diritti
sociali e civili a tutte le persone che, a qualsiasi titolo, si
trovino sul nostro territorio. Infatti tali diritti vengono
riconosciuti ai cittadini italiani, non comunitari e agli
apolidi. Questo è lo scenario dell’intercultura: un
importante evento politico-sociale che permette alle società
attuali di assumere “identità” nella varietà e nella
differenza. La scuola del terzo millennio quindi avrà nuove
responsabilità per realizzare nuovi interventi di educazione,
istruzione e formazione, tenendo conto delle diverse esigenze
formative dei giovani, dei contesti sociali, culturali ed
economici del territorio da cui gli stessi provengono. Si pensi
alle enormi differenze sociali tra un quartiere di Napoli ed uno
di Venezia. Eppure siamo sempre in Italia.
Altro “luogo” nevralgico per la costruzione del curriculum di un
giovane è la religione che può essere considerata come una
possibilità per la ricerca
di identità soggettiva e/o di gruppo.
La scuola, la religione…lo sport…le arti marziali…
Le arti marziali, sono a mio avviso, un fattore importantissimo per
la formazione di uomo. Sembra una frase fatta eppur è così: formano la mente, il corpo e lo spirito.
Ciò che ho notato nel corso degli anni è che noi marzialisti, a
differenza d’altri sportivi in genere, consideriamo le altre
discipline non comparandole alla nostra. Quindi, pur non
escludendo piccoli conflitti, il confronto porterà ad una
crescita per entrambe.
Questo è quello che la vita mi ha insegnato ed è questo quello che
insegno unitamente ai miei cari amici Antonio De Luca, Giovanni
Sandomenico e Giuseppe Autorino.
La
realtà da cui noi proveniamo non è certo quella più
favorevole per la più idonea formazione di un individuo, eppur
noi siamo riusciti ad emergere ed a venir fuori da quella
ragnatela che ti intrappola, ti limita e che a volte che ti
opprime. Abbiamo stretto i denti, superato gli ostacoli e le
avversità. Siamo stati bravi, forti e forse anche un po'
fortunati. Non ci siamo arresi a quel destino segnato da un
marchio che molte persone ci affiggono solo perché siamo nati a
Scampia, Ponticelli, Brancaccio, Zen, Tor Bella Monaca o
Barriera di Milano…
Spinti
dalla passione per il Kung Fu, per il Sanda, siamo andati oltre,
oltre quel muro. Ci siamo allenati in 20 metri quadri, con le
tubazioni che gocciolavono,
con le docce fredde e gli specchi rotti. Abbiamo fatto
del nostro disagio la nostra forza. Sia in allenamento sia in
gara abbiamo sempre dato il massimo perché sapevamo che la
nostra vittoria era ed è il grido di tutte quelle persone
ONESTE che vivono in una complessa realtà e lottano ogni giorno
per cambiarla, dando un indispensabile contributo, consapevoli
che sono parte integrante di quella stessa realtà.
Non rinnegheremo mai le nostre origini perché noi siamo la parte
SANA di quel articolato complesso sociale.
Da
quanto fin ora esposto nasce e si sviluppa il nostro sistema di
allenamento ed insegnamento; certi che ricopriamo un importante
e responsabile ruolo per la formazione di una nuova generazione
di allievi e di oneste persone dedite a lavoro. Quel lavoro duro
che richiedono le nostre discipline. Nel corso degli anni
abbiamo accolto chiunque aveva voglia di imparare,
confrontandoci con lui, ascoltandolo e crescendo insieme. La
nostra traccia, il nostro segno positivo, le nostre VESTIGIA le
abbiamo lasciate nella mente e nel cuore di tanti che provengono
da molteplici realtà sociali…di ragazzi che hanno intrapreso
strade diverse e che quando si guardano dentro sono ancora uniti
da quel che hanno vissuto insieme.
Atleti, Allievi, Istruttori, Maestri in palestra consapevoli che
“lo sport è vita”, quindi produttivi e responsabili
educatori degli uomini di domani.
A miei amici
Giuseppe Viscovo
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